
Carlo II di Spagna
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Le origini della guerra .
Il 1° Novembre del 1700, dopo una lunga agonia, si spegneva senza eredi diretti, Carlo II , l’ultimo Asburgo della linea Spagnola. Carlo II, detto anche “lo stregato” e “Il Re di tutti i dolori”, considerato perennemente in pericolo di vita e moribondo fin dalla nascita, in realtà affetto da una grave forma di rachitismo dovuta ai numerosi incroci matrimoniali fra consanguinei, celebrati per consentire maggiore stabilità politica patrimoniale, morì a 39 anni non ancora compiuti, scatenando una guerra per la sua successione. I contemporanei dissero di lui che in vita era stato un tormento ma che morendo aveva combinato un disastro. Già prima della sua scomparsa le grandi monarchie d’Europa avevano avanzato varie ipotesi di successione, dal momento che la maggior parte di esse vantava parentele con l’infelice re. Inizialmente le potenze europee si erano accordate per mettere sul trono di Madrid il figlio dell’elettore di Baviera, Giuseppe Ferdinando, discendente diretto della sorella di Carlo II, Margherita Teresa e prima Moglie dell’Imperatore Leopoldo I.
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Ma questa soluzione, che probabilmente era quella ottimale e avrebbe potuto scongiurare la guerra, no si poté attuare a causa della prematura scomparsa dello stesso Giuseppe Ferdinando nel 1699. La questione rimase aperta e l’Imperatore Leopoldo I e il re di Francia Luigi XIV, che per altro aveva sposato un'altra sorella di Carlo II, Maria Teresa, decisero per la spartizione dell’immenso regno spagnolo tra i loro eredi secondogeniti: Carlo d’Asburgo ( figlio di Leopoldo e della sua seconda moglie) e Filippo di Borbone conte d’Angiò (nipote di Luigi XIV e figlio del gran Delfino di Francia). A Carlo sarebbero andati la corona di Spagna, i Paesi Bassi spagnoli e le colonie, a Filippo i domini Italiani.
Carlo II, indeciso, pensò di chiedere parere a Innocenzo XII, e il Papa consigliò il monarca di non smembrre il Regno e di lasciarlo ai Borbone, non agli Asburgo, infatti, riteneva fosse meglio avere i Borbone in Spagna e in Francia, che gli Asburgo in tutta Europa. Così Carlo nominò suo successore il nipote di Luigi XIV, Filippo duca d’Angiò, con la condizione di tenere separati il trono di Spagna e la corona di Francia.
Avvio della guerra.
Il 16 Novembre Luigi XIV in una teatrale cerimonia a Versailles presentò alla corte e ai diplomatici stranieri il nipote come Re di Spagna, dimostrando di voler accettare il testamento del defunto sovrano spagnolo e di rigettare gli accordi siglati con l’Imperatore. Ovviamente tale presa di posizione non poteva essere accettata dagli altri stati europei ed in particolare da Leopoldo, che reduce dalla vittoriosa campagna con i turchi, nella primavera del 1701 inviò un forte esercito, comandato da Eugenio di Savoia, in Italia. Con Leopoldo stipularono una nuova “Grande Alleanza” Inghilterra, Danimarca, Olanda e Federico del Brandeburgo, che per questo appoggio ottenne dall’Imperatore il titolo di re di Prussia. Con Luigi XIV si schierarono la Spagna, l’Elettorato di Baviera, il Ducato di Mantova e in un primo tempo il duca di Savoia Vittorio Amedeo II e il re del Portogallo Pietro III, ma entrambi passarono al campo avversario nel 1703. La fortuna dapprincipio aiutò la Francia. Luigi XIV riportò alcuni successi, che ridiedero ossigeno alle sue ambizioni egemoniche. Non si contentò d’istallare Filippo sul trono di Madrid, lo dichiarò qualificato a succedergli anche su quello di Parigi. A questo punto la coalizione avversaria passò alla controffensiva. John Churchill (antenato di Winston) a capo delle truppe Inglesi ed Eugenio di Savoia per gli Asburgo rovesciarono le sorti della guerra. I loro eserciti irruppero a Madrid cacciandone Filippo e istallandovi Carlo d’Asburgo. Il Re Sole si disponeva a capitolare quando il vento di nuovo cambiò: in Inghilterra al governo whig, liberale e guerrafondaio, subentrò un governo tory conservatore e pacifista; gli ungheresi insorsero contro l’Austria costringendo Eugenio di Savoia a impegnarsi su quel fronte; e infine gli spagnoli si rivoltarono contro gli Asburgo e nel 1710, alla testa del generale Vendome, scacciarono l’usurpatore Carlo. Nel 1711 inoltre scomparve prematuramente, in seguito ad un epidemia di morbillo, e senza lasciare figli maschi il nuovo imperatore Giuseppe I, succeduto al padre Leopoldo I nel 1705. Si profilava così per Carlo d’Asburgo l’ascesa al trono Imperiale, con il nome di Carlo III, quindi nel caso in cui egli fosse stato riconosciuto anche come re di Spagna, si profilava una concentrazione di potere simile a quella di cui aveva goduto nel ‘500 Carlo V. A questo punto gli alleati della “Grande Alleanza” non appoggiano più gli Asburgo che, già regnanti in Austria, Boemia e Ungheria e in possesso della corona imperiale, se avessero regnato anche in Spagna, sarebbero diventati pericolosi per l’equilibrio politico internazionale. Vengono, così, aperti i negoziati di pace e intanto si stabilì la tregua delle ostilità. Nel 1713 si aprirono le trattative anglo-olandesi con la Francia, e si conclusero con la pace di Utrecht. L’Austria continuò la guerra da sola per ancora un anno, ma nel marzo del 1714 fu costretta a firmare la pace di Rastatt.
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I trattati di Utrecht e Rastatt e il nuovo equilibrio europeo.
I trattati di Utrecht e Rastatt sancirono un nuovo ordine che sarebbe rimasto a lungo alla base del nuovo equilibrio europeo. Filippo d’Angiò rimaneva re di Spagna con il nome di Filippo V e le colonie, ma veniva ribadita l’incompatibilità di questo titolo con la corona di Francia. A Carlo d’Asburgo, divenuto Imperatore con il nome di Carlo VI, passavano come indennizzo per la mancata successione i Paesi Bassi spagnoli, Il Ducato di Milano, il Ducato di Mantova (il cui duca alleato con i Borbone era stato dichiarato decaduto per tradimento), Il Regno di Napoli e di Sardegna. La Sicilia venne assegnata al duca Vittorio Amedeo II di Savoia, che finalmente acquisiva il tanto ambito titolo regio, e allo stesso Vittorio andarono anche i territori di Alessandria, Valenza e della Lomellina che precedentemente appartenevano alla Lombardia spagnola. L’Inghilterra manteneva il possesso di Gibilterra e Minorca, importanti per il controllo navale del Mediterraneo, e in America Terranova e la Nuova Scozia, otteneva inoltre dalla Spagna l’importante privilegio commerciale dell’asiento, cioè il monopolio della tratta degli schiavi dall’Africa alle colonie Americane Spagnole, ed in otre anche il permesso di inviare nelle stesse colonie una nave all’anno carica di merci inglesi (“vascello di permissione”). L’Olanda consolidava i propri confini meridionali con il possesso di alcune piazzeforti, prima appartenenti ai Paesi Bassi spagnoli. All’elettore del Brandeburgo viene confermato il titolo di re di Prussia. I trattati di pace del 1713 e del 1714 segnarono dunque il definitivo declino della Spagna come potenza europea di prima grandezza, il definitivo ridimensionamento delle pretese egemoniche di Luigi XIV che si spegnerà a Versailles il 1º settembre 1715 di cancrena, pochi giorni prima del suo settantasettesimo compleanno, dopo aver visto la morte della maggior parte dei suoi figli e anche di suo nipote ed erede Luigi di Borgogna, fratello di Filippo V di Spagna. Alla sua morte Luigi XIV lasciava, dunque, re di Francia il suo bis-nipote, il piccolo figlio del duca di Borgona, Luigi XV, di soli 5 anni.Le paci di Utrecht e Rastat segnarono inoltre la definiva ascesa dell’Inghilterra come potenza coloniale e marittima, e confermarono l’importanza di una potenza nascente sullo scenario europeo, La Prussia.

L'Europa dopo i trattati di Rastatt e Utrecht
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Bibliografia
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M. Rosa, M. Vega,Storia dell’Età Moderna, Bruno Mondadori, 1998
C. Capra, Età Moderna, Le Monnier, 2005
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