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Guerra di Successione Polacca
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Elisabetta Farnese regina di Spagna
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Le origini della guerra: l’Europa tra il 1714 e il 1733.
Gli accordi sottoscritti a Utrecht (1713) e Rastadt (1714), dopo la guerra di successione al trono di Spagna, avevano lasciato insoddisfatti quasi tutti i firmatari, infatti, si aprì un ventennio caratterizzato da grande instabilità nei rapporti tra tutte le potenze europee. A partire dal 1714, in particolare, l’Europa dovette fare i conti con le ambizioni della nuova regina di Spagna, Elisabetta Farnese, e il suo uomo di fiducia, il piacentino Giulio Alberoni, che fu nominato primo ministro e cardinale nel 1717. Elisabetta Farnese andò in sposa a Filippo V di Spagna, appena rimasto vedovo di Maria Luisa Gabriella di Savoia (1688 – 1714) nel 1714, grazie all'opera persuasoria dell’allora Abate Giulio Alberoni. La nuova regina aveva un carattere energico, e anche grazie ai consigli del suo ministro riuscì facilmente ad imporsi nella politica spagnola, anche a causa dell’indecisione e della scarsa attitudine al comando dimostrata dal re Filippo V.
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Ad Elisabetta premeva, in special modo, trovare dei regni per i suoi figli Carlo e Filippo, ai quali era preclusa ogni possibilità di successione al trono, privilegio spettante, infatti, soltanto ai figli avuti dal sovrano nel suo precedente matrimonio. Per questo motivo portò la politica iberica a rivolgersi verso la riconquista dei territori italiani che per secoli avevano fatto parte del Regno di Spagna ed erano andati persi durante la Guerra di successione spagnola. Così nel 1717, la Spagna inviava la propria flotta alla conquista della Sardegna austriaca e, l’anno successivo, alla conquista del Regno di Sicilia, appartenente ai Savoia. Queste invasioni suscitarono un forte vento di reazione in tutta Europa, le potenze si riunirono così in un alleanza anti-spagnola detta “Quadruplice Alleanza”, composta da Inghilterra, Olanda, Asburgo e anche dalla Francia, governata dal duca D’Orleans per conto del giovane Luigi XV. L'esercito spagnolo fu, così, sconfitto dagli Austriaci sul suolo Siciliano, mentre la flotta fu affondata dagli inglesi al largo di Capo Passero sempre in Sicilia. Il ministro Alberoni, ritenuto responsabile del disastro fu costretto a dimettersi e ad abbandonare la Spagna, che nel 1720 fu costretta ad accettare la pace dell’Aja. Con questo trattato le cose tornavano come prima, con l’unica eccezione dello scambio imposto a Vittorio Amedeo II di Savoia, di cedere la Sicilia, che passava all’Austria per acquisire la Sardegna, alla quale d’ora in poi resterà appoggiato il titolo regio dei sovrani sabaudi. Elisabetta Farnese, però non si arrese e le sue mire espansionistiche puntarono ora verso il Ducato di Parma e Piacenza, dal quale lei stessa proveniva e, su quello mediceo della Toscana, infatti, nei due ducati stavano per estinguersi per mancanza di eredi diretti i Farnese e i Medici, e la regina spagnola vantava una solida parentela con entrambe le casate.
Negli stessi anni (1700-1721) anche il nord Europa era sconvolto dal perdurare della guerra, infatti, Svezia e Russia si fronteggiavano nelle così dette "Guerre del Nord”, che videro la vittoria decisiva della Russia e il ridimensionamento della Svezia. L’Imperatore Carlo VI d’Asburgo era, invece, occupato a far accettare all’Europa la “Prammatica Sanzione”, una legge da lui stesso emanata nel 1713, che prevedeva la successione al trono Imperiale a ai possedimenti ereditari degli Asburgo anche alla linea femminile ed in particolare alla propria figlia la granduchessa Maria Teresa.

Pace dell'Aja 1720
Avvio della guerra.
La Polonia già da oltre due secoli, con la scomparsa della dinastia degli Jagelloni (1572), era divenuta una monarchia elettiva, ed era perciò stata sospesa l’ereditarietà dinastica della corona. I sovrani venivano eletti da una Dieta (assemblea) ad ogni apertura di successione, coincidente con la morte del sovrano in carica. L’interesse delle dinastie regnanti in Europa era, quindi, nel caso della Polonia, quello di installare sul trono un monarca che facesse gravitare il suo regno in una certa zona di influenza piuttosto che in un'altra e che, al momento opportuno, in caso di conflitto o di negoziati diplomatici aumentasse il peso di un'alleanza piuttosto che di un'altra. Il re di Polonia, Augusto II di Sassonia era appoggiato dalla Russia, dal’Austria e dalla Prussia, e alla sua morte questi stessi stati proposero la candidatura del figlio del defunto re, Augusto III di Sassonia, che aveva accettato la “Prammatica Sanzione”, e ceduto il territorio della Curlandia alla zarina Anna, in questo modo la Russia estendeva notevolmente il suo territorio giungendo fino a Danzica. I Borbone di Francia e Spagna, i duchi di Baviera che perseguivano una chiara linea antiasburgica, sostenevano le ragioni di Stanislao Leszczyński, che era già stato sovrano di Polonia durante la prima Guerra del Nord tra Russia e Svezia, con l’appoggio del re Svedese Carlo XII, e che aveva dovuto lasciare la corona ad Augusto II di Sassonia dopo la sconfitta della Svezia (1704-1709). Leszczyński, trovava ora nei suoi legami di parentela con il re Francese Luigi XV nuova forza alle sue pretese, infatti Luigi ne aveva sposato la figlia Maria. |

Stanislao Leszczyński
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Così, Stanislao rientrò in Polonia dal suo esilio francese e riuscì a farsi eleggere per la seconda volta dalla Dieta (12 settembre 1733) re di Polonia. Il progetto di incoronazione fallì immediatamente, infatti, la Russia intervenne militarmente ed inoltre, incontrò l’ostilità di una parte consistente della nobiltà polacca che appoggiava Augusto III. Stanislao, così, dieci giorni dopo la sua elezione, fuggì a Danzica ove rimase in attesa dell’aiuto della Francia ma intanto Augusto III veniva incoronato re di Polonia il 17 gennaio 1734.
La Francia si trovava però, nell’impossibilità di prestare un aiuto diretto al suo candidato, e perciò non potendo attaccare la Russia attaccò la sua alleata: l’Austria. Luigi XV attirò in una coalizione anche il re di Sardegna Carlo Emanuele III, cui venne promesso l’intero stato di Milano, e la monarchia spagnola, sempre desiderosa di espandersi in Italia. La guerra di successione polacca (1733-1738) si combatté , perciò, quasi interamente in Italia. Nel 1733 un esercito franco-piemontese guidato dal re di Sardegna invadeva Milano, mentre nel 1734 un esercito spagnolo guidato da don Carlos (il maggiore dei figli Elisabetta Farnese), conquistava rapidamente i regni di Napoli e Sicilia, e dopo aver promesso l’indipendenza veniva accolto come un liberatore.
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I trattati di Vienna e Parigi.
Il rapido svolgersi degli avvenimenti in Italia, l’elezione di Augusto III e la fuga del Leszczyński, portarono ad una fase di stanca della guerra, tanto più che Carlo d’Asburgo aveva necessità di farsi riconoscere la Prammatica Sanzione da parte delle altre case regnanti d’Europa, tra cui i Borboni di Francia e Spagna con i quali l’Austria si trovava in guerra, la Francia aveva ormai capito che le possibilità di rimettere il suo candidato sul trono polacco erano nulle, e Elisabetta Farnese aveva ottenuto un regno per suo figlio. Mancava però una scusa per aprire i negoziati di pace, l’occasione fu data dal matrimonio della granduchessa Maria Teresa d’Asburgo con Francesco Stefano di Lorena, infatti, questa circostanza offrì alla Francia l’opportunità per proporre di assegnare a Stanislao Leszczyński il ducato di Lorena in cambio del riconoscimento della “prammatica sanzione”, con l’obiettivo, tutt’altro che celato, di evitare che la Lorena e l’Austria restassero sotto il medesimo scettro. Ma essendo Francesco Stefano il futuro marito dell’erede al trono d’Austria; la qual cosa sconsigliava che egli fosse privato della sua terra d’origine in nome della ragion di stato. Il problema fu risolto con la decisione di assegnare allo stesso Francesco Stefano il granducato di Toscana, come compenso della perdita subita. Con queste premesse si arrivò così alla pace di Vienna del 1738, e la pace di Parigi del 1739 che pose definitivamente fine alla guerra di successione polacca. I trattati prevedevano inoltre, che la Lorena passasse alla francia alla morte del Leszczyński, che al regno di Sardegna andassero Tortona, Novara e le Langhe, mentre il resto del Ducato di Milano restava agli Asburgo, nelle cui mani rimanevano anche i Ducati farnesiani di Parma e Piacenza e il Ducato di Mantova. Il regno di Napoli e il regno di Sicilia tornavano a costituire un regno indipendente il cui sovrano diveniva Carlo di Borbone figlio del re di Spagna Filippo V e di Elisabetta Farnese.

L'Europa dopo i trattati di Vienna e Parigi.
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Bibliografia
M. L. Salvadori, F. Tuccari, L’Europa e il Mondo nella storia,vol. B, Loescher,2004
De Bernardi, Guarracino, La discussione storica,vol 2, Bruno Mondadori, 2009
G. De Luna, M. Meriggi, A. Tarpino,La scena del tempo,vol.2, Paravia,2003
F. Della Peruta, G.Chittolini, C.Capra, La Storia,vol2, Le Monnier, 2001
M. Rosa, M. Vega,Storia dell’Età Moderna, Bruno Mondadori, 1998
C. Capra, Età Moderna, Le Monnier, 2005
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