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Guerra di Successione Austriaca

Maria Teresa D'Asburgo

Le origini della guerra: la Prammatica Sanzione.

La guerra di successione austriaca (1740-1748), che coinvolse quasi tutte le potenze europee, scoppiò a causa dell'opposizione all'ascesa al trono austriaco di Maria Teresa d'Austria. Nel mese di ottobre del 1740, all'età di soli 56 anni, moriva improvvisamente, privo di figli maschi, Carlo VI d'Asburgo e saliva al trono d'Austria la figlia primogenita Maria Teresa, di soli 23 anni, sposa di Francesco Stefano di Lorena. Il problema della successione in linea femminile era già stato sollevato dal nonno di Maria Teresa l’Imperatore Leopoldo I, che nel lontano 1703 aveva cambiato le regole di successione ai domini ereditari degli Asburgo.

 

Sommario

Avvio della guerra.

La pace di Aquisgrana.  

Bibliografia

La legge fino al 1703 prevedeva che la successione fosse rigorosamente in linea maschile, anche per favorire agli Asburgo l’elezione ad Imperatore del Sacro Romano Impero, perciò se un Imperatore non aveva figli maschi il trono di Boemia e Ungheria passavano al fratello, e quindi ad un ramo collaterale che manteneva la linea fino a che ci fossero stati figli maschi. Leopoldo I, invece, preferiva che i possedimenti ereditari e, di conseguenza anche l’Impero rimanessero ai suoi discendenti diretti e, possibilmente, alla linea principale. La legge del 1703 prevedeva che in mancanza di eredi maschi del suo primo figlio Giuseppe I, sarebbe diventato Imperatore il suo secondogenito Carlo, ma se anche Carlo non avesse avuto figli maschi il trono sarebbe tornato alla discendenza femminile di Giuseppe I. Effettivamente l’Imperatore Giuseppe I non ebbe eredi maschi, ma solo due figlie femmine Maria Giuseppa e Maria Amalia, perciò alla sua morte salì al trono nei domini asburgici Carlo, che venne anche incoronato Imperatore con il nome di Carlo VI. Carlo decise immediatamente di cambiare la legge per la successione in modo da non dover passare i domini asburgici alle nipoti in nessun caso. Nel 1713, ancora prima di avere figli, Carlo emano una “prammatica sanzione” (legge ordinaria che non aveva bisogno dell’approvazione della Dieta imperiale) con un contenuto originale, infatti decretava l’eredità dei domini Asburgici con un rigoroso principio di primogenitura, indipendentemente dal sesso del primo figlio. Inizialmente la legge non fu vista come un problema poiché il primo figlio di Carlo fu un maschio di nome Leopoldo, che però visse solo sette mesi, e fu seguito l’anno seguente dalla nascita di una bambina, Maria Teresa, profilando così una successione al trono in linea femminile. Nemmeno la nascita degli altri figli di Carlo risolse il problema infatti si trattava di altre due femmine. Carlo VI passo tutta la sua vita e il suo regno a cercare approvazione, interna e internazionale alla prammatica sanzione, ottenendola con grande fatica inseguito a trattati diplomatici e a vere e proprie guerre come quella di successione polacca, anche a costo di pesanti sacrifici territoriali come la cessione del Regno di Napoli e di Sicilia ai Borbone di Spagna, nonché di territori nel Milanese ceduti ai Savoia. Tutto lasciava, quindi, presupporre che l'avvicendamento sul trono dell'Arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo sarebbe stato tacitamente accettato all'interno del consesso delle grandi nazioni europee.

Avvio della guerra.

Non appena ascesa al trono di Boemia e Ungheria, la giovane arciduchessa Maria Teresa si accorse che le cose non sarebbero andate come previsto dal padre, ma che avrebbe dovuto fronteggiare forti resistenze. Carlo Alberto Duca di Baviera, marito della cugina Maria Amalia, figlia di Giuseppe I, nonostante avesse precedentemente riconosciuto la prammatica sanzione, appellandosi alle leggi emanate da Leopoldo I, si proclamava erede degli Asburgo e propose la sua candidatura alla Dieta Imperiale come successore di Carlo VI.  Nel frattempo anche il re di Prussia Federico II il Grande, non riconosceva più il diritto di successione di Maria Teresa e invadeva la Slesia, rivendicandone il possesso. Nel 1741 l’invasione della Slesia, con quelle che vennero definite guerre di Slesia, diedero inizio alla guerra di successione austriaca. L’esercito Austriaco cercò di riprendere i territori occupati dai prussiani, ma la guerra si allargò ben presto mettendo Maria Teresa in grande difficoltà. A fianco della Prussia si scierò prontamente Carlo Alberto di Baviera, riuscendo a farsi incoronare Imperatore con il nome di Carlo VII, dopo più di tre secoli si interrompeva il dominio degli Asburgo sull’elezione imperiale. Oltre alla Prussia e alla Baviera si schierarono anche la Francia di Luigi XV e la Spagna di Filippo V e Elisabetta Farnese, che voleva sistemare anche il secondogenito l’infante Felipe di Borbone.

Federico II il Grande re di Prussia

A fianco di Maria Teresa si schierarono invece Carlo Emanuele III di Savoia e Giorgio II d’Inghilterra, il primo per la promessa di territori nel milanese in cambio di aiuto militare, il secondo per la paura che la Francia, sua concorrente nei mari, potesse uscirne eccessivamente rafforzata. Al fianco di Maria Teresa si schierarono anche la nobiltà boema e quella magiara (ungherese), che non riconoscevano i diritti di Carlo VII, e diedero un importante contributo alle sorti della guerra. Inizialmente le armate austriache furono duramente sconfitte dagli eserciti prussiani, costringendo l’Austria a riconoscere all’avversaria il possesso della bassa Slesia (pace di Bratislava). Grazie all’appoggio degli ungheresi Maria Teresa riconquistò la Boemia invasa dai Bavaresi e riuscì a riaffermare il suo potere anche nella stessa Baviera, dove nel 1745 alla morte di Carlo VII era succeduto suo figlio Massimiliano, che era stato acetato anche come Imperatore. Maria Teresa però riuscì ad accordarsi con Massimiliano al quale veniva restituita la Baviera in cambio della sua rinuncia alle pretese sui possedimenti asburgici (per altro già saldamente in mano alla sovrana austriaca) e anche alla corona di imperatore che la Dieta avrebbe assegnato a Francesco Stefano di Lorena, marito di Maria Teresa, con il nome di Francesco I. Con questo accordo la corona imperiale tornava agli Asburgo seppur attraverso i Lorena. Nel frattempo però la Prussia aveva ripreso le ostilità riuscendo a conquistare tutta la Slesia, in Italia Carlo Emanuele di Savoia invase senza successo Genova, anche le truppe spagnole ebbero alcuni importanti successi sotto la guida di Felipe di Borbone, mentre  Carlo di Napoli dopo una prima dichiarazione di neutralità, scese in campo al fianco delle truppe spagnole del padre Filippo V, dimostrando grande coraggio evincendo l’importante battaglia di Velletri, che assicurò definitivamente a Carlo il controllo del Regno di Napoli. La Francia era impegnata su tre fronti: in Italia con l’invasione del Piemonte, nei Paesi bassi austriaci, dove nel 1745 sconfisse gli eserciti anglo-olandesi alleati di Maria Teresa, e in Inghilterra dove aveva appoggiato lo sbarco di Carlo Edoardo Stuart , nipote dell’esiliato re d’Inghilterra Giacomo II. L’Inghilterra dal canto suo diede cospicui aiuti economici a Maria Teresa e, la appoggiò anche militarmente dandole man forte nei Paesi Bassi e nel mediterraneo, ma Giorgio II fu costretto a uscire dalla guerra a causa dello sbarco del pretendente Stuart, che fu sconfitto a Culloden nel 1746. Anche la Prussia si ritirò definitivamente dalla guerra con la pace di Dresda, del 1745, in cui Maria Teresa riconosceva a Federico II di Prussia la Slesia, e Federico II riconosceva il titolo imperiale a Francesco Stefano di Lorena. Il 16 giugno 1746 le truppe austro-piemontesi liberavano definitivamente il nord Italia dagli eserciti francesi.

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La Pace di Aquisgrana.  

La Francia dopo le iniziali vittorie si ritrovava a subire sconfitte su tutti i fronti, la decisiva spinta alle trattative di pace la diede l’annuncio dell’ingresso della Russia guidata dalla zarina Elisabetta Petrovna, al fianco dell’Austria. Maria Teresa riuscì ad ottenere dai principi tedeschi il permesso di attraversamento dei loro territori delle truppe russe che così si diressero verso i confini francesi sul Reno. In Spagna intanto alla morte di Filippo V era succeduto il figlio Ferdinando Vi, che come prima cosa aveva allontanato la matrigna Elisabetta Farnese ed aveva iniziato delle caute trattative con l’Austria. Luigi XV rimasto solo, e con l’esercito zarista alle porte si rese conto che ormai le sorti della guerra volgevano decisamente a favore di Maria Teresa,  e si rendeva necessario avviare i negoziati di pace. I trattati di pace della guerra di successione austriaca si svolsero ad Aquisgrana nel 1748 e prevedevano che a Maria Teresa fosse riconosciuto il diritto di successione nei possedimenti asburgici, con il formale riconoscimento della prammatica sanzione; Francesco Stefano e Maria Teresa furono riconosciuti come Imperatori congiuntamente; Federico II otteneva definitivamente la Slesia e si dichiarava indipendente dal Sacro Romano Impero; L’Inghilterra manteneva il possesso di Gibilterra e del controllo del traffico degli schiavi con le colonie, restituiva l’isola di Cap Breton (America) alla Francia ed otteneva in cambio Mandras in India; Carlo Emanuele III di Savoia ottenne Vigevano e Voghera, e la restituzione di Nizza e Savoia dalla Francia; La Francia non acquisì nuovi territori e dovette restituire i Paesi Bassi all’Austria; Felipe di Borbone, figlio di Filippo V e Elisabetta Farnese, ottenne il Ducato di Parma e Piacenza dal quale proveniva la madre , e nel quale la dinastia principale dei Farnese si era estinta; nel Ducato di Modena rientrò Francesco III d’Este sotto il controllo austriaco. Come si può notare da questa guerra guadagnarono soprattutto la Prussia, che si andava imponendo sempre più come nuova potenza continentale e il piccolo regno di Sardegna che consolidava i suoi confini e si metteva in luce come una delle più importanti realtà italiane. L’assetto della penisola Italiana raggiunto dopo la pace di Aquisgrana portava ad un nuovo equilibrio che sarebbe stato messo in discussione solo durante l’avventura Bonapartista.

L'Europa dopola Pace di Aquisgrana del 1748i.

 

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Bibliografia

M. L. Salvadori, F. Tuccari, L’Europa e il Mondo nella storia,vol. B, Loescher,2004
De Bernardi, Guarracino, La discussione storica,vol 2, Bruno Mondadori, 2009
G. De Luna, M. Meriggi, A. Tarpino,La scena del tempo,vol.2, Paravia,2003
F. Della Peruta, G.Chittolini, C.Capra, La Storia,vol2, Le Monnier, 2001
M. Rosa, M. Vega,Storia dell’Età Moderna, Bruno Mondadori, 1998
C. Capra, Età Moderna, Le Monnier, 2005

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