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TESTO DELLA PRESENTAZIONE
Il sottoregno Protozoa (Protozoi) appartiene al regno Protista (protisti), si tratta perciò di organismi unicellulari eucarioti.
I Protozoi si distinguono dagli altri protisti per il tipo di nutrizione e per la mobilità, che li rende simili agli animali e li pone come punto di partenza per lo studio della diversità animale.
Negli anni settanta del secolo , l’olandese Antony van Leeuwenhoek, mercante e fabbricante di lenti, osservò e descrisse per la prima volta gli organismi unicellulari simili ad animali che oggi chiamiamo protozoi. Da allora ne sono state descritte circa 30.000 specie fossili e circa 35.000 viventi.
I protozoi sono per la maggior parte microscopici, le loro dimensioni vanno da circa 0,005mm a circa5mm.
Essi sono capaci di accrescersi e riprodursi soltanto in habitat umidi poiché questi facilitano gli scambi gassosi e le altre funzioni vitali della membrana superficiale.
Phylum Sarcomastogophora
Amoeba proteus: questa ameba conduce vita libera, è comune negli stagni d’acqua dolce
I foraminiferi: sono un particolare gruppo di amebe che vive in gusci plurinucleari di carbonato di calcio. Sono provvisti di numerosi e sottili pseudopodi
Euglena:è un genere appartenente al gruppo dei flagellati. Alcune specie sono capaci sia di fotosintesi sia di nutrizione eterotrofica.
Volvox: è un genere che appartiene al gruppo dei flagellati. Le diverse specie sono caratterizzate da una vita coloniale, nella quale non si ha mai una specializzazione in tessuti, tipica degli animali.
Codosiga: un genere appartenente al gruppo dei coanoflagellati; vivono ancorati al substrato, li loro cellule somigliano ai coanociti presenti nei poriferi.
Phylum Apicomplexa
Toxoplasma gondii: causa la toxoplasmosi
Plasmodium: fanno parte di questo genere le specie che causano la malaria.
Phylum Ciliophora
Paramecium: le specie del genere paramecium abitano stagni e ambienti d’acqua dolce; presentano, così come tutti i membri di questo phylum, due tipi di nuclei.
Sostegno, protezione e protezione del corpo
Queste funzioni nei protozoi sono svolte dalla superficie esterna della cellula, costituita da un plasma lemma o da una pellicola.
Il plasma lemma
È tipico delle amebe, è costituito da una singola membrana cellulare, in alcune specie è rivestita da un involucro esterno detto guscio o teca (Foraminiferi).
Le pellicole
Sono essenziali per la locomozione nei flagellati e ciliati, poiché costituiscono una superficie semirigida, senza la quale le forze propulsive di flagelli e ciglia si dissiperebbero. La pellicola varia a seconda delle specie, in generale si possono avere pellicole più semplici o più complesse, come ad esempio quella del paramecium.
Flagelli e ciglia
Sono entrambi costituiti da un filamento o assonema , che si estende da un corpo basale all’interno della cellula, simile ad un centriolo.
L’assonema è costituito da una struttura 9+2, 9 coppie di microtubuli periferiche e due microtubuli singoli centrali; esternamente è ricoperto da pasmalemma.
- I flagelli, relativamente lunghi, a forma di sferza, tirano o spingono la cellula.
- Le ciglia, solitamente più corte dei flagelli, agiscono come minuscoli remi; si trovano spesso disposte su file longitudinali dette cinezie.
Gli pseudopodi
Sono prolungamenti temporanei del citoplasma che permettono la locomozione nelle amebe, possono avere nomi diversi a seconda della forma che assumono: lobopodi, filopodi, ecc.
Alimentazione, digestione, circolazione e scambi gassosi
Le sostanze nutritive vengono ingerite per diffusione, trasporto attivo ed endocitosi.
Nei protozoi con rivestimenti cellulari semplici ciò può avvenire in qualsiasi punto del plasma lemma. Nei protozoi con pellicole è presente un citosoma specializzato (o bocca cellulare9 dove avviene l’ingestione.
La digestione avviene in vacuoli digestivi, in cui vengono riversati enzimi digestivi provenienti dai lisosomi.
Le sostanze nutritive vengono assimilate nel citoplasma, i prodotti non digeriti vengono espulsi nell’ambiente.
La circolazione viene effettuata per diffusione intracellulare di sostanze disciolte.
Gli scambi gassosi avvengono per diffusione attraverso la membrana cellulare umida.
Escrezione e osmoregolazione
I protozoi eliminano i prodotti di rifiuto azotati sotto forma do ammoniaca, che diffonde facilmente attraverso la membrana cellulare.
L’osmoregolazione avviene nei protozoi dulciacquicoli per mezzo di vescicole di espulsione dell’acqua, che pompano fuori dalla cellula l’acqua i eccesso.
I protozoi marini e parassiti si mantengono isotonici con rispetto all’ambiente in cui vivono, regolando la concentrazione dei composti ricavati dal metabolismo.
Riproduzione e cicli biologici
I più comuni sistemi di riproduzione dei protozoi sono asessuali, anche se vari gruppi presentano nel loro ciclo biologico fasi sessuali che contribuiscono alla variabilità genetica.
Habitat
I protozoi vivono sia in ambiente marino che si acqua dolce. Alcune specie sono planctoniche , mentre altre vivono attaccate al substrato.
Si possono trovare popolazioni dense in stagni che si prosciugano stagionalmente, in pozze di brave durata, così come nei terreni umidi. Numerose specie sono parassite.
Ipotesi filogenetiche
I primi eucarioti simili ad animali furono probabilmente protisti unicellulare, ed è probabile che le prime forme di vita pluricellulare si siano originate da progenitori identici o simili a quelli che diedero origine ai phyla di protozoi moderni.
Si ritiene che gli eucarioti ancestrali fossero “protoflagellati”, perciò il phylum Sarcomastigophora è probabilmente il più antico phylum di protozoi.
In alcune specie si ha sviluppo di grandi colonie, che non arriva comunque ad una organizzazione in tessuti, ma può raggiungere il punto di separazione tra funzione riproduttiva e funzione somatica. Questi caratteri possono rappresentare stadi precoci nel processo di adattamento evolutivo che ha condotto alla vita pluricellulare.
BIBLIOGRAFIA
Audesirk G., Audesirk T., Biologia, Einaudi scuola Milano1996.
Cognetti G., sarà M., Magazzù G. Biologia marina, Calderoni, Bologna,1999.
Mitchell L. G., Mutchmor J. A., Dolphin W. D. Zoologia, Zanichelli, Bologna 1991
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